Eppure, chi lo produce sa bene che dietro a queste quattro parole possono nascondersi prodotti molto diversi tra loro. Da oltre sessant'anni, nel nostro frantoio, incontriamo persone che ci fanno sempre la stessa domanda: "Come faccio a capire se sto acquistando un buon olio?"
La verità è che non serve essere assaggiatori professionisti. Bastano alcune semplici attenzioni per imparare a riconoscere un olio di qualità e scegliere quello più adatto ai propri gusti e alla propria cucina.
Parti dall'etichetta
L'etichetta è il primo strumento che hai a disposizione.
Leggila con calma e verifica alcune informazioni fondamentali: l'origine delle olive, la tipologia di olio (monocultivar o multivarietale), il metodo di estrazione e, quando presente, la campagna olearia.
Sono dettagli che raccontano il percorso dell'olio e aiutano a comprendere meglio cosa stai acquistando.
Non farti guidare dal colore
Uno degli errori più comuni è pensare che un olio verde intenso sia automaticamente migliore di uno dai riflessi dorati.
In realtà il colore dipende da diversi fattori, come la varietà delle olive e il loro grado di maturazione.
Non a caso, durante gli assaggi professionali, gli esperti utilizzano bicchieri blu che impediscono di vedere il colore dell'olio. In questo modo il giudizio si concentra esclusivamente sui profumi e sul gusto.
Se è amaro o piccante, non è un difetto
Molte persone associano l'amaro o il pizzicore in gola a qualcosa di negativo.
Succede spesso il contrario.
Queste sensazioni sono dovute alla presenza dei polifenoli, sostanze antiossidanti naturalmente contenute nelle olive, e rappresentano una delle caratteristiche più apprezzate di un olio extravergine fresco e ben prodotto.
Naturalmente ogni cultivar ha il proprio carattere: alcune sono più delicate, altre più intense. L'importante è che tutte le sensazioni siano armoniose ed equilibrate.
Non esiste l'olio perfetto. Esiste quello giusto
Così come scegliamo un vino diverso per accompagnare una cena di pesce o una grigliata, anche l'olio può cambiare in base al piatto.
Un olio dal carattere deciso valorizza bruschette, legumi, verdure e carni rosse. Uno più delicato accompagna invece pesce, mozzarella, insalate e preparazioni leggere.
Imparare questi abbinamenti permette di scoprire quanto un buon olio possa trasformare anche le ricette più semplici.
Conservazione: un dettaglio che fa la differenza
Anche il miglior olio extravergine può perdere parte delle sue qualità se conservato nel modo sbagliato.
Luce, calore e aria sono i suoi principali nemici.
Per questo è sempre consigliabile conservarlo in un luogo fresco e asciutto, lontano dai fornelli e dalla luce diretta, richiudendo bene il contenitore dopo ogni utilizzo.
Il consiglio della Famiglia Perniola
Quando acquisti un olio nuovo, non usarlo subito solo per cucinare.
Versane un filo su una fetta di pane caldo oppure assaggialo da solo. È il modo migliore per scoprirne davvero il profumo, il carattere e capire quale piatto saprà valorizzare meglio.
Scegliere un buon olio extravergine non significa imparare regole complicate, ma sviluppare un po' di curiosità.
Leggere un'etichetta, riconoscere i profumi, capire perché un olio può essere amaro o piccante: sono piccoli gesti che permettono di apprezzare ancora di più ciò che portiamo ogni giorno in tavola.
Perché dietro ogni bottiglia non c'è soltanto un ingrediente. C'è una stagione di raccolta, il lavoro di un frantoio e la passione di chi, da generazioni, continua a trasformare le olive in uno dei simboli più autentici della nostra terra.